Sembran niente, delle volte, due anni.
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Oggi è venerdì 18 e andiamo per la prima volta in teatro, a La Tenda, a fare la centoventotto rossa. Ore 21. C’è anche un’altra ragazza dopo di me ma purtroppo di lei non so nulla. E insomma se ci siete…
Ieri noi barabbisti (no, dico: quanto sono contenta di dire noi barabbisti: il noi, proprio) abbiamo letto cose al Mattatoio per i 150 anni dell’Itaglia.
Io ho letto Paolo Nori, una roba che avevo detto non sarebbe mai successa, invece è successa: l’hidalgo mi ha detto c’è Mazzini se vuoi che era un represso sessuale. Bene, ho detto, poi ho visto che era Nori: non lo conoscevo mica quel libro lì.
Poi ho letto anche Colagrande.
Be’ insomma, se ieri sera non c’eri peccato, però si può rimediare stasera: poi stasera mi sa che faccio il pezzo del divano verde.
Fa più o meno così:
[un, du, tri]
Ciao.
Una delle cose più belle che mi sono successe sul finire del 2010 è che sono diventata Barabbista che poi vuol dire potersi vantare, di fondo, e averci casa a Carpi. Ah, no, quella no, quella non è compresa. Beh, però vuoi mettere vantarsi?
Beh, niente, ci pensavo dieci minuti fa che non ho ancora scritto un post su Barabba nonostante sia diventata barabbista e poi è spuntata la centesima biografia essenziale.
alé.
Ogni maledetto venerdì 17 facciamo la sfiga, s’era detto. Ogni ogni non lo so, intanto la facciamo venerdì 17 al Meme a Carpi.
Poi il 18 sono al Ghirigoro a Fidenza a leggere con simone e bicio che suonano. simone dice che facciamo anche la centoventotto ma la centoventotto è roba per un pubblico adulto e invece al Ghirigoro forse ci sono i bambini e siamo nella fascia protetta pomeridiana quindi al massimo facciamo solo un pezzo, che poi sarebbe la storia di Clementina. Clementina è una bambina coi ricci che non dorme mai e gioca con le navi in bottiglia e parla poco: non riesce a dire mamma e altre parole, ma soprattutto mamma. Io non l’ho ancora mai letto questo pezzo, chissà come viene.
Siamo lì dalle 17 alle 19 circa.
Poi non ci sentiremo per un po’, ci sono le vacanze e non ci sono cose da fare. E io vado a guardare le cose che non si muovono: le colline, i binari e la crepa sull’architrave del portone. Il 22 vado a casa, a Natale. A casa mia nevica già e l’altro giorno il passaggio a livello non s’è alzato perché era congelato: pensaté.